RAPPORTO SAVE THE CHILDREN: IN AUMENTO I CASI DI VIOLENZA GIOVANILE
- Avvocato Laura Crisanti

- 16 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Nel mese di marzo 2026 è stato pubblicato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS il rapporto “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” -in cui si legge- sono aumentate rapine, risse e lesioni personali, con un’efferatezza "apparentemente insensata" che nasconde fragilità emotive diffuse e un progressivo svuotamento affettivo. Preoccupa, inoltre, la crescita nel 2025 di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa in alcuni territori.” Lo studio evidenzia, inoltre, che “sebbene la violenza oggi appaia sempre più armata, con l’uso di pistole, coltelli e armi improprie, gli adolescenti sono sempre più “disarmati” di fronte a nuove fragilità psicologiche e relazionali, spaventati da un mondo esterno che considerano pericoloso, imprevedibile, segnato da conflitti e violenze all’interno delle famiglie e nella società, con casi di autolesionismo e tentati suicidi e, in alcuni casi, uso di sostanze e dipendenze. Preoccupa, inoltre, la crescita nel 2025 di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa in alcuni territori.”
Dal rapporto emerge, infatti, che i minori e i giovani adulti entrati in contatto con il sistema di giustizia sono passati da 329 ogni centomila abitanti nel 2014 a 363 nel 2023, ed il 73% ha un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.
DETENZIONE E USO DI ARMI E COLTELLI
I dati raccolti che sono stati pubblicati evidenziano una maggiore diffusione delle armi tra i minori, con un aumento significativo che va dal 778 nel 2019 al 1.946 nel 2024 dei minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere e un picco di 1.096 nel solo primo semestre del 2025. I giovani intervistati per questa ricerca raccontano che girare armati fa sentire “più sicuri”, ma a volte anche “più nervosi”, altri lo fanno per status o come simbolo di potere. Una dinamica che può generare quello che gli esperti definiscono un “cortocircuito della paura”: la paura di essere aggrediti porta ad armarsi e a mostrare aggressività, aumentando il rischio di escalation violente.
RAPINE, LESIONI, RISSE E ASSOCIAZIONE MAFIOSA
Sempre più in aumento il numero di rapine, lesioni personali, risse e minacce.
Si legge nel rapporto che sono aumentati i reati contro la persona che passano da 15.365 nel 2019, anno pre-COVID, a 21.958 nel 2025, con una crescita costante nel tempo. Le risse sono arrivate a 1.021 e le minacce a 1.880. Dal rapporto si evince che il fenomeno non riguarda solo contesti di forte marginalità ma coinvolge territori e ambienti sociali diversi. Anche le dinamiche hanno subito cambiamenti sono spesso gruppi giovanili fluidi che si organizzano anche attraverso i social media. Diminuisce invece il numero di minori coinvolti in associazione per delinquere, mentre desta preoccupazione il dato sull’associazione mafiosa: nel 2024 i casi sono stati 49, ma nel solo primo semestre del 2025 se ne contavano già 46, con una crescita significativa in alcuni territori.
Si legge nel rapporto Save The Children “Per prevenire e affrontare il complesso fenomeno della violenza giovanile è fondamentale un cambio di prospettiva da parte del mondo adulto, che spesso fatica ad ascoltare davvero i giovani e a coglierne i bisogni più profondi” dichiara Antonella Inverno, Responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children. “Da questo viaggio tra le voci ‘disarmate’ di ragazze e ragazzi che attraversa tutto il Paese, emerge chiaramente come la violenza sia un fenomeno alimentato da vuoti educativi, solitudine, mancanza di spazi e di opportunità di crescita...” e ancora “È necessario coinvolgere minori e giovani adulti in percorsi di responsabilizzazione in grado di rendere evidenti le conseguenze dei comportamenti violenti, avere uno sguardo attento ai bisogni, ai vissuti e alle potenzialità di ragazzi e ragazze e avere una reale disponibilità ad ascoltarli e a metterli nelle condizioni di partecipare alla vita sociale. Questo cambio di prospettiva da parte del mondo adulto deve essere accompagnato da un forte impegno istituzionale, con un chiaro obiettivo: garantire il benessere di bambini, bambine e adolescenti e, di conseguenza, agire preventivamente su quei fattori che possono alimentare la violenza”.







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