SENTENZA STORICA DELLA CORTE D’APPELLO DI BARI: RICONOSCIUTI DUE PADRI E UNA MADRE PER LO STESSO BAMBINO
- Avvocato Laura Crisanti

- 22 ore fa
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Per la prima volta in Italia, è ’stato riconosciuto dalla Corte di Appello di Bari, un bambino di 4 anni come figlio di tre genitori: due padri e una madre.
Sentenza storica, emessa a gennaio, oramai passata in giudicato e quindi definitiva destinata ad alimentare un acceso dibattito sul tema del “superiore interesse del minore”, ponendo a confronto coloro che difendono il concetto della famiglia naturale e quelli che promuovono la “genitorialità plurale” e condivisa.
Il caso riguarda un minore, figlio di un padre biologico, sposato con un cittadino italotedesco, e di una madre amica di lunga data della coppia, già madre di altri figli propri. Il bambino concepito in modo naturale, senza nessun ricorso a fecondazione assistita o alla maternità surrogata era stato riconosciuto in Germania alla nascita sia dalla madre che dal padre biologico, a cui veniva legalmente affidato.
Quest’ultimo cresceva il bambino unitamente al marito italotedesco, il quale richiedeva, poi, di riconoscere il bambino, visto che in Germania è consentita l’adozione del figlio del partner anche per le coppie dello stesso sesso (nel caso di specie il minore aveva già il suo cognome italiano, perché il marito lo ha aveva acquisito con il matrimonio, passandolo così al figlio).
Di seguito i due padri (biologico ed adottivo) richiedevano che l’adozione tedesca, e quindi l’attestazione che il bambino avesse tre genitori, venisse trascritta anche in Italia, nel Comune pugliese dove il secondo papà italotedesco è registrato all’anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Il Comune ritenendo che l’adozione del padre adottivo potesse rappresentare un espediente per eludere il divieto di maternità surrogata (pratica vietata anche in Germania), negava la trascrizione ’.
I genitori ricorrevano, pertanto, alla Corte d’Appello di Bari. Producevano in giudizio una relazione rilasciata dall’Ufficio dei Servizi Sociali tedeschi in occasione dell’assenso all’adozione del padre adottivo nel quale si affermava che entrambi i “partners” esercitano la responsabilità genitoriale sul bambino, il quale, sin dalla nascita, vive insieme a loro. Nella relazione si attestava che il minore è in contatto con entrambe le famiglie di origine, incluso il contatto con altri due fratelli e sorelle uterini che vivono con la madre del minore.
Constatato che la madre biologica era favorevole al riconoscimento del secondo papà e che non c'era stata maternità surrogata né alcuna forma occulta di «patto gestazionale» vietato, la Corte d'Appello di Bari ha dunque disposto la trascrizione dell'atto che riconosce tutti e tre i genitori anche in Italia.
Anche nel nostro Paese, infatti, c'è un istituto giuridico che permette di riconoscere altri legami genitoriali oltre a quelli biologici, senza annullare per questo il rapporto legale con i genitori "di sangue": è l'adozione in casi particolari. E i giudici hanno concluso che l'adozione tedesca era compatibile con il diritto italiano.







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