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  • Immagine del redattoreAvvocato Laura Crisanti

ESENZIONE IMU CONIUGI: DICHIARAZIONE DI INCOSTITUZIONALITA’ E RIMBORSI

Doppia esenzione IMU per i coniugi con dimora abituale e residenza anagrafica in abitazioni differenti, sia se situati nello stesso territorio comunale che in un comune diverso, a seguito della sentenza n. 209/2022 del 13.10.2022 con cui la Corte Costituzionale ha sancito l’incostituzionalità di alcune disposizioni in materia di normativa fiscale.

La Consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittima una norma della Legge sull’IMU (Art. 13, co.2, 4° periodo, D.L. n. 201/2011 (Decreto “Salva Italia”), conv. in L. n. 214/2011) che fa riferimento al “nucleo familiare” poiché penalizza le coppie sposate e quelle unite civilmente rispetto a quelle conviventi di fatto, in quanto sole quest’ultime potevano avvalersi dell’esenzione Imu nel proprio Comune sulla prima casa per entrambi.

La Corte costituzionale ha, altresì, dichiarato costituzionalmente illegittima la norma (Art. 1, co.741, lett. b), 2° periodo, L. n. 160/2019, modif. dall’art. 5 del D.L. 146/2021, conv. in L. n. 215/2021) che per limitare il fenomeno di diverse residenze per i coniugi aveva disposto l’esenzione IMU ad un solo immobile, costringendo i coniugi ad indicare l’immobile su quale scegliere l’esenzione IMU. Pertanto è ora possibile, dopo l’intervento della Consulta, per il marito e la moglie che risiedono e dimorano abitualmente in abitazioni diverse aver riconosciuto l’esenzione IMU prima casa per entrambi.

La Consulta sancisce che la limitazione del diritto all’esenzione IMU è in contrasto con i principi previsti dagli articoli 3, 31 e 53 della Costituzione e pone a carico dei Comuni il compito di evitare abusi.

La Consulta si è così espressa a fronte della possibilità che ciò costituisca una escamotage per molti di evitare il pagamento Imu per le “seconde case vacanze” le quali continuano ad essere escluse dalla esenzione: “È ben vero che la necessità di residenza disgiunta all'interno del medesimo comune rappresenta una ipotesi del tutto eccezionale (e che come tale dovrà essere oggetto di accurati e specifici controlli da parte delle amministrazioni comunali), ma, da un lato, date sia le grandi dimensioni di alcuni comuni italiani, sia la complessità delle situazioni della vita, essa non può essere esclusa a priori; dall'altro, mantenere in vita la norma determinerebbe un accesso al beneficio del tutto casuale, in ipotesi favorendo i nuclei familiari che magari per poche decine di metri hanno stabilito una residenza al di fuori del confine comunale e discriminando quelli che invece l'hanno stabilita all'interno dello stesso."

RIMBORSI

A seguito della sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, sarà possibile richiedere il rimborso delle somme pagate al Comune negli ultimi 5 anni, tuttavia, sarà necessario dimostrare che quell’immobile era da considerarsi prima casa per uno dei coniugi o delle persone unite civilmente nel periodo di riferimento dell’imposta avendo lì propria residenza e dimora abituale.

 

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